Storie di dono: ecco i vincitori del premio giornalistico Fidas-Isabella Sturvi

26apr2019

Valentina Arcovio e Gandolfo Maria Pepe hanno ricevuto il riconoscimento all’apertura del 58° Congresso nazionale Fidas, che ha voluto premiare i giornalisti che hanno scelto di raccontare storie di donazione del sangue

Storie di dono: ecco i vincitori del premio giornalistico Fidas-Isabella Sturvi

MATERA - Raccontare storie di dono per coinvolgere gli altri a tendere il braccio. Sottolineare la normalità di un gesto speciale attraverso il vissuto di quanti hanno fatto una scelta concreta di solidarietà. Il filo rosso che quest’anno lega i vincitori della IX edizione del premio giornalistico “Fidas-Isabella Sturvi” sono proprio le storie: infatti sono risultati vincitori giornalisti che hanno scelto di raccontare esperienze di donazione del sangue. Nei giorni scorsi la consegna del premio a Matera, in occasione del 58° Congresso nazionale della Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue).

Per la sezione nazionale il riconoscimento è andato a Valentina Arcovio con l’articolo “Ho salvato tanti piccoli con il mio braccio d’oro” pubblicato su Il Messaggero e Il Mattino. La giuria presieduta da Margherita De Bac ha sottolineato come abbia “saputo colpire l’attenzione del lettore descrivendo un personaggio nuovo, diverso, con spunti anche divertenti che nel pezzo sono garanzia di efficacia. L’articolo si legge fino in fondo con piacere ed è ottimamente scritto”.

Gandolfo Maria Pepe ha conquistato il premio per la categoria locale con gli articoli “Mi ha salvato la voglia di diventare donatrice” e “Mentre lui dona il sangue, la giovane figlia viene trasfusa” pubblicati su La Sicilia, “per la capacità di raccontare la donazione del sangue attraverso testimonianze incisive che aiutano il lettore a comprendere l’importanza di un semplice, grande gesto, benefico per gli altri e anche per se stessi. Pepe ha saputo infondere nel pezzo un coinvolgimento emotivo che si sente, non ha scritto tanto per riempire lo spazio. Abbiamo voluto premiarlo anche perché convinti che ai fini della donazione di sangue siano molto più efficaci i servizi che incidono nelle piccole realtà cittadine”.

Infine ha ottenuto il riconoscimento del Consiglio Direttivo nazionale Fidas Antonio Boemo con l’articolo “Il sangue dei gradesi all’emoteca mobile. E il dono si tramanda da padre in figlio” pubblicato su Il Piccolo. Il Consiglio Direttivo ha particolarmente apprezzato “il modo in cui l'autore abbia messo in evidenza l'importanza del gesto del dono, soprattutto se viene condiviso con i propri cari. Dall'articolo, infatti, emerge l'importanza della trasmissione dei valori dai genitori ai figli, con la conseguenza che i primi testimonial che ognuno di noi dovrebbe avere nel campo della donazione del sangue sono proprio i familiari. Il tutto nel segno di una continuità che rende ancora più fieri dell'appartenenza ad una famiglia di sangue in tutti i sensi”.