Storie "sociali", vademecum (con 16 consigli) per raccontarle meglio

In collaborazione con Redattore sociale, CSVnet propone un vademecum agli addetti stampa del volontariato per far emergere in modo corretto le vicende personali di chi vive situazioni di disagio e di chi si impegna per aiutarli

Violenze sui giornalisti, “si rischia anche a scrivere di scuola”

Nel quarantennale dall'omicidio di Peppino Impastato, una fotografia della situazione in Lombardia: 13 i giornalisti minacciati solo nel 2018. Cesare Giuzzi (Cronisti lombardi): “Siamo la terra delle mafie: dalla sagra di paese fino alle piccole realtà sportive in crisi, passando per gli appalti pubblici, tutto può toccare gli interessi mafiosi. Ma si rischia anche a parlare di bullismo”

"Bad news": gli studenti imparano a contrastare l’odio che viaggia sui media

In alcune scuole di Pavia la sede del Csv Lombardia Sud ha sperimentato l’efficacia di un nuovo strumento didattico scaturito dal progetto "Brave". Dall’analisi degli stereotipi e dei contenuti d’odio verso i migranti alla consapevolezza di fare attenzione prima di condividere le notizie

"No.Discrimination Marche": al via la campagna di comunicazione

A conclusione del progetto, che in dieci mesi ha realizzato diverse attività di contrasto alle discriminazioni, è stata avviata la campagna di comunicazione che ha tra gli obiettivi quello di far conoscere la rete territoriale No.Di. Il 23 marzo in programma il seminario conclusivo ad Ancona

Macerata. Appello ai giornali: "Chi usa parole d’odio è complice di chi spara"

Carta di Roma, Fnsi, Odg, Usigrai e Articolo 21 si rivolgono agli operatori della comunicazione chiedendo l’impegno per un discorso corretto e informato, non "buonista", su migranti e profughi. "Superato un limite oltre il quale c’è il baratro, le responsabilità di chi racconta i fatti sono centrali"

“Oltre le parole, conta il modo in cui ognuno pensa la disabilità”

Tanti gli spunti di riflessione emersi durante il seminario per giornalisti “Né poveretti né speciali” organizzato a Roma da Redattore sociale con la collaborazione di SuperAbile. Vivanti: “Molte parole offensive sono di derivazione medica”. Merlo: “Inseriamo nel nostro linguaggio parole come discriminazione e segregazione”